venerdì 9 dicembre 2011

UNA CHIESA DI LADRI (Marangon recion): tutta la verità sulla processione dei Santi di quest'anno




UNA CHIESA DI LADRI (Marangon reción)
La verità, tutta la verità, sulla strana processione dei Santi 2011

Se persino quel bugiardo cronico di Mons. Vincenzo Tosello non ha potuto andare più in là di un "abbastanza partecipata", allora significa che alla processione quella sera c'erano solo quattro gatti. Ciò che del resto le pur mirate riprese sul blog del giornaletto diocesano non hanno potuto che documentare. Per non parlare dell'impressione generale destata da una simile iniziativa: la signora che ha tirato fuori "una festa di compleanno senza i festeggiati" ha detto proprio bene.

Che gli è preso ai signori della curia di fare la processione alla vigilia? Riprendiamo le autorevoli argomentazioni vescovili. Andiamo sul sicuro.

Argomento principe: la coincidenza con la Pentecoste. Ma tale coincidenza c'era anche una decina d'anni fa, e non risulta sia stato spostato nulla. Dunque si poteva.

Farla al venerdì sera ha voluto anche dire permettere a chi in diocesi abita lontano da Chioggia di raggiungere la città, perché la festa è diocesana, non cittadina. Con rispetto parlando, mi pare tirata per i capelli. Non solo non sono bastati nove secoli per fare diventare il culto di Felice e Fortunato del tutto e profondamente chioggiotto, ma è anche vero che ancor oggi non occorre attraversare l'Adige per sentire che rispetto all'unicum che è Chioggia il resto della diocesi è, per cultura e tradizioni, letteralmente altro mondo. Possibile che qualcuno dei consultori (nessuno di loro è chioggiotto) non gliel'abbia fatto notare?

Meno gente, più raccoglimento, e poi fra tutta quella gente qualcuno si permette ecc. Vabbè. E del resto qui la penna vescovile la mette sull'opinabile. Le lasciamo le sue opinioni. Magari ci torniamo.

Però c'è qualche cosa che non quadra. L'impressione è che non sia precisamente tutto qui. Sono anche altre le cose che si sono svolte in modo insolito. Quando mai, ad esempio, si è vista la processione iniziare da Vigo? L'anno prima, certo, per i 900 anni della sede vescovile: ma le reliquie provenivano da Malamocco (nel corso del cui tragitto, sia detto per inciso, è avvenuta pure un’apparizione). E per giunta proprio le reliquie dei Santi — quelle della grande urna — quest'anno non c'erano; e in effetti sarebbe stato imbarazzante trasportarle a Vigo privatamente, tant'è vero che si è 'ripiegato' sul piccolo reliquiario-ostensorio tenuto in mano dal vescovo. Nè basterà a spiegare ogni cosa il fatto che la messa sia iniziata dopo la processione.
E a rendere più curiosi al riguardo è proprio il fatto che nessuno ne ha fatto parola. E che non l’abbia fatta nemmeno il vescovo non sarà da addebitare al caso. Come mai?

In realtà da ormai cinque o sei anni la chiesa di Chioggia soffre di problemi di (in)sicurezza. Ha in corso un'operazione di rapina a danno di un suo fedele, e non può certo farlo sapere in giro!

Il vescovo Daniel per motivi di sicurezza se la diede a gambe dalla diocesi (in cui nessuno gli ha voluto bene) nel corso di una rocambolesca cerimonia in duomo degna di una farsa da fiera paesana;
il vescovo Tessarollo, per motivi di sicurezza  fece il suo ingresso in diocesi con una messa in duomo su invito;
alle assemblee di inizio dell’anno pastorale si sono visti preti aitanti appostarsi per motivi di sicurezza vicino all’entrata all’interno del duomo;
in occasione di una messa solenne del  vescovo alla presenza del sindaco ciellino di allora, davanti alla porta del duomo stazionava una persona appartenente alla stessa schiera del sindaco (per darsi un contegno, parlava al telefonino);
poche settimane dopo, all’ordinazione sacerdotale di due giovani, uno di loro ciellino, della guardia ai battenti del duomo fu incaricato un uomo in uniforme;
in occasione di un incontro pubblico alla presenza di vescovi e arcivescovi da fuori, era in verità difficile notare, per via della statura straordinariamente bassa, un’attempata signora posta di vedetta alla porta della sala degli eventi, e ciò può sembrare strano: tuttavia essendo discretamente alte le persone il cui arrivo era incaricata di avvistare, fu in grado di adempiere ugualmente al suo incarico.
Che succede? Corre voce che qualcuno, per lo più attraverso volantini e blog su internet, concorra a minare la illibata reputazione del clero clodiense e dei suoi fedeli più fedeli. Costui, ad esempio, avrebbe distribuito alla porta di una chiesa un volantino in cui si avvisava che il celebrante si era macchiato, per fini di lucro, di spergiuro, e l’aveva pure fatto stendendo il braccio sopra l’altare dove aveva appena celebrato. Poco importa qui, naturalmente, che tale sacerdote fosse il vicario generale di allora, Mons. Pietro Alfredo Mozzato, ma è anche vero che questi se ne risentì. Né mai negò di avere giurato. Corre voce pure che in un altro volantino egli si lagni di Monsignor Angelo Busetto il quale ha violato il sacramento della confessione per assumere informazioni per il buon andamento del furto, e per tenere sotto controllo la situazione: il confessionale, insomma, come la redazione di un giornale. Tutti gli aderenti al movimento di CL e molti altri lo sanno, ma ritengono che quando c’è un fine goloso da perseguire, con i mezzi non si deve andare troppo per il sottile. E se ne compiacciono. Corre voce infine che un certo canonico, Monsignor Giuliano Marangon, che su quel qualcuno sedicenne aveva allungato le mani, avrebbe, sempre allo stesso scopo di rapina, rotto così tanto, ma così tanto i maroni allo stesso che questi si convinse a sporgere denuncia contro costui per gli atti di libidine di molto tempo fa, nonostante li avesse dentro di sé archiviati e perdonati.
Tre denunce in curia non sono poche, e se due paiono metterla sul teologico (ma non è poi così vero), la terza si  presta di certo a una maggior... immediatezza di comprensione. E il vescovo dapprima aveva detto di non averci niente a che vedere, poi cominciò a far finta che tali denunce non esistessero.

Qual’è allora il problema della nobile chiesa di Chioggia? Non far sapere in giro di queste denunce. I giornali e le forze dell’ordine sono allertati, ma è lo stesso un bel guaio, perché le occasioni pubbliche sono tante, e non sono così controllabili. In Accademietta Blog (http://www.accademietta.it/zzz7.html) vi sono vari esempi di come la gerarchia ecclesiastica locale abbia, in modo più o meno goffo e ridicolo (in occasione di concerti, conferenze, cerimonie ecc.), trovato via via il  modo di rimediare. Ma la processione dei Santi...! la processione dei Santi significa che in piazza tutti i sacerdoti della diocesi, vescovo compreso, si trovano in mezzo a circa diecimila persone. Cosa ci vuole che uno squilibrato (magari proprio quello dei volantini), uno fuori di testa, un esaltato, un esibizionista, ‘uno che vive sulle spalle di altre persone e siccome non ha niente da fare viene sempre qui a rompere i coglioni’ ecc., appena la processione esce dal duomo e i canonici si mettono in fila davanti alle reliquie di Felice e Fortunato si metta a urlare più volte MARANGOOON RECIÓN all’indirizzo dell’interessato?Proprio un bel guaio. Gli si possono mettere alle calcagna preventivamente le forze dell’ordine, ma è difficile impedirgli che si faccia sentire per almeno qualche secondo: i secondi che bastano per scatenare l’irreparabile. Tutti davanti al duomo sentono, la voce si sparge velocemente nei paraggi e, come onda da scirocco, si propaga via via fino a Vigo, insieme con la processione. Ma il peggio viene dopo: da Vigo bisogna poi tornare in duomo. E così dai tavolini all’aperto dei bar, dalle bancarelle profumate dei croccanti e dei dolci, da quelle fumanti degli hot dog, dal baraccone di quello che mette all’asta robaccia, dal banchetto dei pulcini e dei pesciolini rossi ecc. qualcosa come diecimila persone si riversa ai bordi del Corso a veder passare non ohimè le reliquie dei Santi, ma la reliquia vivente di un novello martire, la faccia di Marangon canonico reción. No, è troppo.
Allora deciso. Venerdì. Poca gente in giro. Si parte da Vigo. Di buon passo. E se nel tragitto succede qualcosa si accelera, e appena il vescovo entra in duomo si chiude immediatamente la porta. Si entra solo se riconosciuti da don Vincenzo. Per motivi di sicurezza. E per il bene di tutti. Amen.

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